




























































FORCELLA PRAMAGGIORE (2400 Mt) 22.05.2010
Sveglia all’alba (5:00)! Dopo una abbondante colazione ci ritroviamo alle 6:00, i soli Cico e l’Azzeccagarbugli, sotto casa del secondo e decidiamo, vista la bella mattinata, quale sarà la nostra destinazione: il PRAMAGGIORE.

Dopo un’ora di viaggio arriviamo finalmente all’imbocco della Val Settimana, ma, percorse poche decine di metri, troviamo la strada sbarrata ed un cartello di “Divieto di Accesso” con una tabella nella quale viene riportata una ordinanza del Sindaco di Claut che non da scampo; di qui non si passa.
Quindi, presi dallo sconforto, ma non vinti, decidiamo di non arrenderci e di voler a tutti i costi raggiungere il Pramaggiore.
Decidiamo allora di affrontare la salita dalla parte della Val Cimoliana e di prendere l’attacco che porta alla nostra meta da sotto il Rifugio Pordenone (Quota 1169 Mt).
Arrivati sul posto ci cambiamo. Messi alcuni abiti pesanti e barrette nello zainetto,e data un’ultima occhiata alla cartina, decidiamo di partire. Non facciamo nemmeno un passo che a improvvisamente arriva un elicottero del Soccorso Alpino ed io e L’Azzeccagarbugli ci guardiamo e, scherzosamente ma non troppo, ci tocchiamo gli attributi in segno di scaramanzia (visto il precedente di qualche giorno prima a DARDAGO).
Iniziamo il nostro calvario di gran lena dal sentiero 361 e di lì a poco svoltiamo per il 362 in direzione Val Postegae. I primi quattro chilometri del percorso sono quasi pianeggianti e li corriamo abbastanza agevolmente, dopo di che iniziamo a salire ed il passo si fa pesante.


Lo spettacolo che si presenta intorno a noi è sbalorditivo, cime ricolme di neve che ci lasciano intuire come sarà sulla forcella Pramaggiore, ma non ci scoraggiamo, vogliamo arrivare in cima.
Dopo alcuni chilometri corsi sotto un fitto boschetto giungiamo a quota 1791 Mt. e al bivio decidiamo di proseguire per la via n. 366 in direzione Forcella Pramaggiore.
Poco più su troviamo i primi segni di neve, ma io e l’Azzeccagarbugli, desiderosi di arrivare in cima, non molliamo (guai a chi molla); anzi nonostante la difficile ascesa, per la mancanza di segnali e riferimenti, e per il continuo sprofondare nella neve, giungiamo fino a quota 2050 Mt.

Circondati dalle vette colme di neve e da un paesaggio mozzafiato ci fermiamo per rifocillarci e per decidere se proseguire fino in forcella oppure no.
Controllo la cartina, anche se dentro di me ho tutta la voglia di proseguire e di giungere in cima, nonostante la neve,nonostante la fatica e l’ora e mezza di corsa fin qui spesa, la dose di “carne” che mi aspetta a casa per il ritardo che accumulerò, ma lo spettacolo che mi circonda è una droga che mi da la carica per proseguire. L’Azzeccagarbugli ha qualche perplessità sull'idea di procedere, ma dopo essersi riposato e aver capito la voglia che ho di continuare, decide di assecondarmi.
Quindi riprendiamo a salire a tentoni cercando di non sprofondare nella neve. Ognuno di noi vorrebbe imporre all’altro il percorso a suo giudizio meno faticoso e il più breve per proseguire fino alla vetta; una volta cedo io una volta cede l’Azzeccagarbugli. Alla fine arriviamo in cima alla Forcella La SIDON a quota 2223 Mt..
Giunti qui capiamo che non potremo più continuare. Nonostante manchino poche centinaia di metri alla Forcella la neve è talmente fresca che ad ogni passo sprofondiamo circa 90 cm, quindi decidiamo di fermarci e rientrare. La prima parte della discesa ognuno di noi decide di affrontarla a proprio piacimento; l’Azzeccagarbugli opta per il culo.

Arrivati di nuovo al bivio che avevamo trovato in precedenza prendiamo il 362 e correndo di buona lena giungiamo finalmente alla macchina dopo 3h 42 dalla partenza.
Dentro di me mi chiedo, come c… faremo domani a correre “PALA MONT”!!!. Non ne faccio parola con l'Azzecca... so già che comincerebbe con la solita litania di improperi!

02 giugno 2010
Milies di Segusino (TV)
13km / 3km / 8km
D+ 650m
Ora di partenza: 9.35
Organizzazione: Pro Loco di Segusino, Gruppo Alpini di Segusino, Associazione volontari antincendi Boschivi, Comune di Segusino, Atletica Valdobbiadene G.S.A
www.valdonet.it, www.prolocosegusino.it, www.comunesegusino.it
Ora e luogo di ritrovo: ore 7.45, località “due osterie” Menarè di Colle Umberto (TV)
Presenti: el Bortol e Geppo
“Uno sguardo verso il cielo” e rassicuro il mio karma che la giornata è ideale per una corsa in montagna. Un sms assicuratore al Geppo e via, si parte.
Al via la solita processione per accedere alle iscrizioni con tanto di pettorale e poi un tranquillo riscaldamento. Il Geppo sembra in forma anche dopo i 60km del Trail del Monte Soglio ma mi rassicura dicendomi che vuole stare tranquillo “oggi non voglio tirare”. Che sollievo, non devo confrontarmi con lui :)
Conto alla rovescia, un saluto al Geppo e via....si parte. Da subito sono nelle prime 40-50 posizioni. Il ritmo è bello allegro e non so per quanto lo terrò: davanti c'è Lucio (Fregona) a tirare. Passano i primi km e già qualcosa comincia a non girare...mi sento stanco. Fiato ne ho da vendere, ma è come se mi mancasse un po' di forza. “Mannaggia a me” dico, “quel maledetto Pizzoc mi ha reso stanche le gambe”. Infatti sono reduce da una passeggiata da 30km circa in montagna il giorno precedente, e ora le mie gambe tramano vendetta. Cerco di non pensarci. Calo un po' il ritmo e vengo superato da altri runners, mentre a poco a poco il grande gruppo iniziale diventa un serpentone senza fine ed io ne sono proprio nel mezzo. Arriva il primo ristoro: un bicchiere d'acqua fresca e di nuovo sul sentiero. Sento che ci sono di nuovo. Alzo il ritmo e scalo qualche posizione. Mi mantengo costante fino alla fine della salita perchè poi so che ci sarà una bella discesa ad aspettarmi. Intanto penso al Geppo: “chi sa dove sarà”. Salto il secondo ristoro ed eccolo li, il monte Doc che mi attende. Giro di boa: i primi 6km sono andati. Ora mi aspetta una discesa da correre tutto d'un fiato. Giusto una discesa dove dare vita al degrado naturale dei tacchetti con il suolo sterrato e roccioso. Mi preparo per la discesa: “la faccio in bomba” dico tra me e me. E così è. Comincio a scalare nuovamente posizioni: le speedcross fanno la differenza adesso. Mi bevo la discesa e arrivo all'ultimo ristoro. Anche qui bicchiere d'acqua fresca. Riprendo, ma nuovamente una sensazione strana: un meteorismo (rutto!) mal gestito ed un conato di vomito da trattenere mi fanno rallentare il ritmo. “Maledetto Pizzoc” dico. Ma ormai il più è fatto. Arriva il cartello dell'ultimo km e sento la voce di Alex (lo speaker della manifestazione). Le mie gambe sembrano risvegliarsi: comincia un km lanciato, per approdare al nastro d'arrivo con un buon (per me) 1h20min circa. Il Geppo terminerà con un buon 1h35min (visto che ha fatto il Soglio 2 giorni prima, direi anche una buonissima prestazione! No?).
Alla fine, come consueto spazio a chiacchiere e cronache personali. Stretta di mano con i nuovi amici (tra qui citiamo Paolo72, Roby e tutti quelli che non ricordo di SpiritoTrail...perdonatemi) e via verso la strada del ritorno contenti, come ognisempre, della nostra trail-prestazione.
In attesa di classifica generale e foto rinnoviamo l'appuntamento alla 4a edizione.
Ciao!!
Marco (el Bortol)