venerdì 23 dicembre 2011

sabato 10 dicembre 2011

CAVALCATA CLAUTANA 08/12/2011


Dopo la gran prestazione del Maestro alla Cavalcata Carsica una cellula del gruppo (Dino Neutrino) decide di organizzare a sua (in)saputa la Cavalcata Clautana.
Viste le numerose adesioni l'allenamento si è tenuto a porte chiuse ovvero tre partecipanti ovvero Dino "Neutrino"Fruttino, Manuelito e il PaZz0.

Lago del Ciul : Ponte Tramontano

Cosa avranno mai fatto questi pseudo atleti scelti tra la crema avariata del panorama running nostrano? Restando in attesa della traccia GPS persa, probabilmente, in qualche sentiero "me par de qua, me par de là", la redazione si affida alla labile capacità cerebrale di chi vi scrive per conoscere in maniera grezza, senza fronzoli altimetrici, di velocità media, rutti e/o peti ora, etc. etc, ciò che i nostri hanno duramente affrontato.
Se non avete di meglio da fare munitevi di cartine Tabacco 21 e 28 e seguiteci in questo tour virtuale:
(PARTENZA) Pian de Cea (Lesis prov.Claut), Ric. C.ra Podestine (sent.376), Rif. C.ra Caserata (sent. 398), Forcella Caserata (sent.398), Lago del Ciul (sent.398), diga del Ciul, due gallerie buie infinite senza luce e senza pila frontale (2km ca. cadauna); Lago di Ca Selva, Tronconere (sent. 966) , Tranconere (sent.966), Strada degli Alpini (sent. 966), Forcella Clautana (sent.966), C.ra Casavento (sent 966), Pian de Cea (finalmente!)(ARRIVO)
Fortuna volle che in questi luoghi le temperature non sono mai andate oltre i 276 K...

Lago del Ciul : Ponte Tramontano con soggetti poco foto-igenici

Complimenti al nostro sherpa Dino che ci ha condotti in questi luoghi ameni, sinistri e destri.
Inoltre si ringraziano tutti i partecipanti che hanno trasformato un giorno qualunque in un giorno qualunquemente qualunque di PAUAR estremo.

Forcella Clautana : estate 2011 (immagini di repertorio)



Sempre Lago del Ciul : Avvertimenti sinistri....


Frase del giorno :
"Non posso neanche mandarve in mona visto che il giro lo gò deciso mi"
pronunciata in forcella Clautana dopo 6 ore da Dino Neutrino Fruttino


PAUARRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

lunedì 5 dicembre 2011

CAVALCATA CARSICA 2011


Vi voglio raccontare una storia. La storia del sentiero 3.
E’ fatta di fatica, gioia, solitudine e natura selvaggia.
Pesek, Cocusso, Orsario, Monrupino, Hermada erano nomi che fino a qualche settimana fa non mi dicevano niente. Ora non li dimenticherò più.

E’ difficile fare velocità lungo il 3 per la conformazione stessa del sentiero. Se poi ci metti l’altissima concentrazione che devi tenere per non sbagliare incrocio, l’umidità per la pioggia caduta che rende le rocce estremamente scivolose, la lunghezza, allora capisci che non ti puoi concedere il minimo errore per ottenere ciò che ti sei prefissato.

L'attacco della salita dell'Orsario


Il passaggio a Col di Monrupino

C’è un pezzo del 3 che è fatto di immensa solitudine. Prima qualche incrocio lo trovi e c’è sempre della gente che ti incita. Ma da Col a San Pelagio sei solo, immerso in una natura selvaggia dove il 3 corre con infinite serpentine puntellato di rocce che affiorano da ogni dove. Qui non devi correre, devi danzare saltando da un punto all’altro per trovare la porzione di terreno migliore per te. E quando, infine, arrivi a quei cento metri di strada che devi attraversare e trovi un po’ di persone pronte ad incitarti ti sembra di risvegliarti da un lungo sogno.

Il 3 sembra poi concederti un po’ di tregua ma è una mera illusione fatta a regola d’arte per ingannarti. La velocità che credi di ritrovare è destinata a svanire perché è proprio qui che si paga il conto di tutto quel danzare. Salire il Monte Hermada è un supplizio. Vorrei correrlo veloce ma non è possibile. Vedere poi Jamiano dalla sommità ti scalda il cuore perché comprendi che quello che hai fatto è tanto ed è grande e non puoi più non arrivare, non da qui, perché l’arrivo è laggiù e non lo mancherai per nessuna ragione al mondo.

L'arrivo, il 3 è completato

Questa è la storia che volevo raccontarvi ed ora sono felice perché la Cavalcata Carsica fa parte di me.

Voglio finire ringraziando “il Guru” per avermi convinto a fare questa cosa; Debora perché mi ha fatto sentire come a casa; Emil perché mi ha corso incontro all’arrivo; Claudia perché è sempre con me.

domenica 13 novembre 2011

SENTIERO 3 (Cavalcata Carsica)


La prima Domenica di Dicembre, ore 7.30, Cavalcata Carsica da Pesek a Jamiano. 53 Km lungo il carso triestino.
Ieri allenamento con il Guru lungo il percorso. 33 Km in un continuo saliscendi che non lascia tregua a gambe e polmoni.

Come preparare la Cavalcata Carsica? C'è un unico modo: correre sul nr. 3 il più possibile! Provarlo e riprovarlo di continuo perché è facilissimo perdersi!

Nessuno, da quando esiste questa gara, è mai sceso sotto le 4 ore. Forse il 2011 sarà l'anno buono? Chissà...

Ciao!


giovedì 27 ottobre 2011

domenica 25 settembre 2011

da0a2000 2011


27 Km 2400 D+

Grande giornata per i seguaci della dazeroaduemila. Cima Manera è stata conquistata partendo da Dardago.

Un ringraziamento a chi ha partecipato, ai loro quadricipiti ed al sistema cardiocircolatorio messo a dura prova!
Da oggi siamo tutti più FORTI!

Grazie anche per il banchetto pantagruelico fattoci trovare all'arrivo . . .





mercoledì 21 settembre 2011

da0a2000 2011

E' giunto il tempo! Non fatevelo sfuggire!

DOMENICA 25 SETTEMBRE 2011

ORE 8:00

DARDAGO - CIMA MANERA

Alla conquista del limite verticale!

martedì 13 settembre 2011

BANDANE MULTIFUNZIONE DA0A2000


LE DESIDERATE PIU' DI QUALSIASI ALTRA COSA?
NON POTETE CORRERE SENZA?
NON DORMITE LA NOTTE PER AVERLE?

SCRIVICI!! SCOPRIRAI COME POTERLE CONQUISTARE E FARLE TUE!!


venerdì 12 agosto 2011

SFIDA!


Trovate questo sentiero e percorretelo a velocità "da0a2000". Se riuscirete a farlo senza fermarvi fino alla cima mandate una mail a "limiti umani" e verrete contattati per i complimenti!

Piccolo aiuto per trovarlo: seguite la strada che porta a Mezzomonte dalla Val de Croda...


domenica 10 luglio 2011

LUT 2011 (il Maestro' s version)

Ho avuto PAURA.
Sì, non mi era mai capitato nella mia carriera sportiva ma è accaduto. E non mi riferisco alla normale tensione pre-gara. No, era proprio PAURA.
PAURA della distanza? No, quella non mi spaventava. Ero preparato atleticamente e psicologicamente. Era qualcosa legato alla notte da affrontare. Ero lì che correvo sulla ciclabile, leggermente defilato rispetto al gruppetto di testa, e guardavo in lontananza le tre cime. E più correvo e più m'infastidiva il fascio di luce che partiva dalla mia fronte. E più salivo e più m'infastidiva. Come in una sorta di trance il mio arco visivo era delimitato da una luce fosforescente. Scrollando la testa tutto svaniva ma l'effetto durava pochi minuti. Quella fastidiosa cornice di luce si ripresentava puntuale.
Il buio che mi circondava amplificava il freddo trovato in cima. Come tramortito mi affidavo totalmente a chi mi precedeva, era la mia àncora di salvezza. Non avere punti di riferimento era per me impensabile. Avevo PAURA della solitudine di una lunga corsa nella notte. Di tanto in tanto qualche punto luminoso che indicava la via mi risollevava. Mi concentravo sul rumore delle mie scarpe e speravo che il tempo passasse per giungere all'alba...

La tanto agognata alba trovata ed amata a metà percorso dopo un' interminabile discesa notturna tra gli abeti.

La LUT è un'esperienza a due facce complementari. Buia e solitaria la prima. Chiara e maestosa la seconda. Ed è giusto viverla così per arrivare a destinazione con qualcosa dentro che ti rende più autentico.
Arrivare al traguardo zoppicando è stato, per me, come vincere la gara più importante perchè non potevo lasciarmi sopraffare dalle mie PAURE.

venerdì 8 luglio 2011

Sulle strade dolomitiche con la mia 127 (LUT BaD's version)

Marco Ermy e Paolo Zocchi, amici di un piccolo “striker team” battezzato subito “Gruppo Voliera” per la cospicua presenza di fanciulle, seguaci del verbo del Sen Sei Leo, mi chiedono come abbia passato il sabato sera.
Siccome la serata parte da Auronzo e arriva sempre lì non c’è motivo che si proceda con ordine e la storiella perciò torna indietro all’”Incontrario”. Curiosamente comincia verso le dieci di domenica quando dal letto di Marco vedo aprirsi una lama di luce ed una ninfa, fresca come una prugna al gelo mattutino, mi si accoccola a fianco mentre softly as in morning sunrise mi tira fuori le tre cose più belle del giorno prima.
Mi spiace per voi: non le saprete mai. Ride invece lei, quando vede che sotto il pile North face ho la maglietta tecnica con le maniche lunghe della Magredi mountain trail, la maglietta per lo sci da fondo presa in cantina allo sci club di Orsago e la maglietta, sempre ultra tecnica Nike (altrimenti cosa potrà pensare di me Lele se non sono abbastanza tecnico?) a pelle: sicuro di stare bene come mi hai detto? Ma l’incanto dura poco perché arriva l’”Esimio Strarompi” che dopo avermi chiesto se l’”avessi finita” e gli altri dati salienti della corsa (quanti km. Erano?, hai vinto?, sono venuti il Vecio Trapper e la Lia?, …, hai mangiato le uova sode?) attacca briga perché giustamente è ora di essere sbrandati con la frase di battaglia che gli ha insegnato il Cobra (una roba affettuosa del tipo “Ignoranti! cosa dormite? quando sarete sulla tomba riposerete per sempre”).
Ho fatto una paionada senza sogni dalle due, preceduta da un pisolo in auto appena sotto casa. E’ un semplice omaggio al mio ex capitano della Pizzeria Da Nicola, maestro nel farsi ritrovare alle sette e mezza ancora sul sedile, il mio comunque non dura più di 20 minuti: da San Vendemiano il ritorno è filato liscissimo, solo qualche flash back stile reduce Iraq mi ha assalito (con i suoi dubbi “e’ estate o inverno, è notte o mattino?”). Tutto comunque serve a tenerti sveglio e per fortuna nessuno in divisa mi ha fermato, sarebbe stato imbarazzante sentirsi chiedere la patente. Non c’è lo quasi mai normalmente, figurarsi se riesco a tirarla fuori ora sommersa in qualche buco sul bagagliaio (almeno spero). Inoltre sarebbe Luglio e sono tabarrato in stile “pan e vin” (falò dell’epifania)….
Qualche colpo di sonno anche sul sedile dietro dell’Alfa che da Auronzo ci porta a velocità relativistiche appunto a San Vendemiano nel piazzale della Chiesa: per fortuna ho avvertito gli amici dell’equipaggio che se rispondo ad minchiam è perché mi sto “perdendo via”sul sedile dietro. Prima di partire mi calo in vena un goulash strepitoso con una cioppa de pan servito da El Mammut in maniera impeccabile: tocio fin che basta. Il meraviglioso sapore mi riporta al Baion, dove la compagnia del servizio corsa (Alchi, Lele, Ciano e due bionde di supporto) mi avevano annunciato un trip serale al passaggio dell’ultimo concorrente basato sul piatto ungherese e birra Forst. La poesia si interrompe però a causa della visione nefasta di Rudy bardato nelle parti inferiori con asciugamano da “gay indeciso” che mi porta alla conclusione che il palazzetto di Auronzo sia l’unico posto dove 4 muri e un tetto riescano ad abbassare la temperatura di qualche grado rispetto all’esterno. Per fortuna che alle undici, diciamo le 23 per chi non si intende di queste cose, come mia zia Rina (“Nini, te ga fat la su e zo pai ponti? Do ore intiere a corer col scuro”), la doccia è very hot e un po’ di calorie le faccio mie. Il freddo, non so se lo avete mai provato ma dopo una corsa “potente” (come dice Oscar) non è semplice freddo. E’ “freddo panico”, quello che pensi possa farti tremare anche se te ne vai in sauna: a me comincia a venire subito dopo arrivato al traguardo dove conquisto il gilet “finisher” e non quello “finished” come pensavo accadesse sulla Forcella Grande, anche se finito lo sono davvero perché dopo il ponte giro a destra per il bucintoro, arrivo al pala ghiaccio e imbocco contromano il rettilineo d’arrivo (neanche Davide Zugna sbaglierebbe qui): in ogni caso, incredibilmente arrivo. La mia Fiat 127 ha fatto 90 km di tappone dolomitico e ancora va. Si, quello che porta a spasso le mie emozioni è una Fiat 127, fa casino, sbuffa in salita, fa 10 con un litro , quando fa caldo i sedili puzzano di gasolio e quando piove da giù ruggine ma “fin che la barca va”…. Ancora più incredibile tuttavia è riuscire ad arrancare (e corricchiare anche) per quasi 23 ore. Saranno le montagne più belle del mondo, sarà la corsa più in voga, saranno gli amici più mattocchi ma quando si va per sentieri la fatica si fa da soli e la mia 127 non è certo “abarth” o “sport”.
E cosa dire che pur arrivando “merdesimo”, come direbbe mio fratello Piero, al traguardo ti senti come Tardelli dopo il gol al Bernabeu? Non ho risposte ma è un bel momento perché oltretutto non ho vesciche, non mi fanno male le cosce, i polpacci non crampano, non mi viene malessere allo stomaco , non sono neanche stufo e nella mente non ci sono pensieri, è anche questo è un segreto perché anche la corsa, come il cazzo, di pensieri non ne vuole. E vai con l’urlo allora, che tengo dentro me, perché appunto dopo Tardelli e Toni Dallara è meglio che si urli solo in camera.
Gli ultimi km dal Baion al paese sono tosti, chi dice 14, chi dice 7, come in politica siamo in Italia c’è pluralismo e provo a inseguire in discesa il Geppo e la Paola (faccio i conti: 14+7=21 diviso 2 per far media e dare ragione a tutti fanno circa 10, anche per fare bene i conti, a 6 al minuto arrivo in un ora: uauh!). Se al Baion sono le nove arrivo alle dieci giù e non accendo la luce della lampada: tutte minchiate perché i km sono di più di 10 o sono io che vado più lento. Poco male se non li becco, li abbraccerò più tardi, è davvero come se arrivassimo assieme: ci siamo pungolati, coglionati e aiutati nei momenti più difficili e non è possibile non riconoscerci una sorta di “spirito di squadra”, forse una parte importante appunto del so called “spirito trail”. La discesa a me piace, ma l’ultima parte fa buio pesto ed è quasi una pista da sci, un passo falso e col cacchio che arrivi alla fine, anche se mancano tre km.: sicchè plan planut se no ti può cadere il gelato e ti metti a frignare come un bambino. Ci metto tanto si, ma Lele e Alchi mi hanno talmente “tirato su di catena” che vado bene e supero un po’ di gente sul percorso, tra cui un ragazzo degli amici del Tram di Opicina in crisi patocca che battezzo al volo “il cotto triestino”. In seguito mi perdo via con il telefono che in black out fino a poco fa ora si attiva tanto da diventare molesto con i messaggi di chi ti ha cercato: molesto lui, non chi ti ha chiamato, che ti da ancora un po’ di grinta per l’ultimo tratto. Davvero tanti gli incoraggiamenti virtuali, tutti “sai coccoli” e che fanno bene perché “difficile non è partire contro la corrente, ma caso mai senza un saluto”, proprio così.
Anche la discesa fino al Baion la faccio rapida perché mi sento bene: la crisi nera della salita al Chiggiato (a occhio sui 1000 m, quando ne hai già fatti sui 4000 e sei sui 65 km) è svanita nella cordialità del benvenuto che ci porge il rifugista e nel mix rinvigorente birra + caffetone che mi calo appena seduto.
Prima solo fatica, ma roba davvero tosta, ho rivisto le righe colorate dei vecchi televisori quando erano finite le trasmissioni: il Geppo mi guarda con compassione e mi incoraggia, Enrico, un amico di strada trevigiano incrociato sul percorso è più in nera di me ma “de russ o de struss” vogliamo arrivare. Ci sediamo tre, quattro, …, otto volte per spezzare la salita ma Lia me lo aveva già preannunciato: lì più o meno tutti soffrono. Chissà se facendo più salita, come mi aveva avvertito Leo, sarei andato meglio o se la 127 fino lì arrivava e poi si imballava istess, anche con il miglior rodaggio … Si vedrà la prossima volta, magari la tirerò di più “se no la diventa mussa”, come dice Dario che guida BMW e intanto su piano, respira, passettino, su, passettino respira. Mi aiuta a sgombrare la testa e ritmare il respiro la preghiera del Mahatma Gandhi. Ad ogni modo il tempo Cai è di 1 ora e 40, il tempo Bad sicuro oltre 2 ore: meno male che piove poco altrimenti i s-ciosi mi passavano via.
Dopo il gps perso a Savassa (chi lo trovasse mi avvisi pure che gli porto il cavetto usb) perdo anche un altro regalo di compleanno (la maglietta gialla La Sportiva) sulla strada dopo la capanna degli alpini dove la pasta non scende e l’umore non è buono: Geppo e Paola non sono messi meglio ma ormai abbiamo quasi fatto la bocca ad arrivare prima del buio e quindi via veloci, più si aspetta peggio sarà. Alla capanna giungo dopo un discesone tosto che sarebbe bello affrontare in bomba a manetta, se non ci fosse ancora molta strada da fare e un torrente da guadare su un ponticello artigianale. Scendo insieme a due runner di Abano che provano a fare pubblicità della TCE: li blocco subito dicendo che la TCE è ormai fissa in calendario sportivo e si può saltare solo per GMF (gravi motivi familiari per chi non ha fatto il militare).
Devo confessare che prima di attaccare la Forcella Piccola, affrontata ad andatura quasi statica come l’avrebbe definita il mio Professore di fisica tecnica (ma mooolto più veloce della salita al Chiggiato), avevo meditato di buttarla in vacca e montare sulla Jeep del Soccorso Alpino. Ovviamente non ne avevo fatto cenno a Filippo (che sarebbe sempre il Geppo) né a Paola: non mi andava di irritarli, non se lo meritavano. Ha pesato molto il fatto che la Jeep non c’era e che il Rifugista alla fine si è deciso, dopo 5-6 minuti di azzi suoi e due cruciverba, a farmi il caffè e darmi la consueta birra: se fosse stato il Max, in puro spirito Ertano, gli avrebbe tirato giù un rosario di porchi e lanciato uno sgabello dietro al banco….
La prima fatica seria comincia nella salita alla Forcella Grande. Un po’ come il liceo scientifico comincia in terza, diceva il mio Prof di matematica, il biennio è solo una buona scuola media: così la LUT parte dalla Villa Gregoriana, i primi 44 km, le prime otto o nove ore sono per scaldarsi. Per fortuna a metà via mi faccio una buona minestra (una coppia mi dice che con questa minestrina e cocacola hanno fatto il Monte Bianco come ridere), il terzo uovo sodo da ieri (Pin dice che non mangio ma non è vero) e un buon bidet per prevenire quel fastidioso prurito: orfano di Caio e del suo servizio fax ho dovuto produrre in fretta e furia una vellutata, a cui mancava solo un ciuffo di panna in cima, lasciandola tra i mughi per la gioia di mosche e tafani. Scusate i dettagli ma “la salute e el cul che caga no xe ori che li paga”, come dicono i Padovani delle Bronse Cuerte.
Prima della Villa Gregoriana un altro bel discesone “de paura” ma fino a lì il fisico è a 1000 e ti godi solamente i paesaggi magnifici: dalla malga del 30 km (col Mammuth sempre operativo a manetta come ristorista) e prima alla Val Rimbianco è uno spettacolo. Niente però in confronto con lo scollinamento dopo il rifugio Lavaredo con il panorama delle tre cime. Il vento è stato gelido, soprattutto al primissimo ristoro: fuori ci saranno stati zero gradi ma il cielo diventa così terso che per noi cittadini inquinati dalla luce la via lattea è uno stupore che passa sopra ogni cosa, e, come i bambini, facciamo “ohh”. Siamo vicini alle quattro (di mattina zia non di pomeriggio) e mi sono rotto le palle con la frontale: off, basta, ci si vede senza e ogni minuto il chiarore è più bello. Non si tratta di più luce, luminosità, lux, lumen è proprio più bello e le tre cime e le altre sei, sette, venti quante sono ti fanno fermare a guardarle, tanto sono“softly as in a morning sunrise” come le labbra di Sara che mi si appoggeranno sul viso tra oltre 30 ore.
Probabilmente lo aveva già capito, facevo bene a tacere, ma è lì che glielo dico comunque: “Grazie. Non mi sarei iscritto di mia iniziativa a questa corsa, non la pensavo alla mia portata. Non so se arriverò alla fine, se le sospensioni e le gomme reggeranno al terreno dolomitico, ma solo questo ambiente merita il prezzo del biglietto e della preparazione”. Qualche cazzone tipo Eugenio il PazZ0 direbbe che per vedere questa situazione basta salire in auto al rifugio e aspettare le 4 di mattina a bere ombre, e forse non avrebbe tutti i torti: quando sarà in carrozzella col flebo in vena farò così, quando sarò stanco andrò a dormire di notte invece di correre, come direbbe mio fratello Osvaldo, ma ora “un'altra volta e notte e corro”. E di pirla come me ce ne sono altri 5-600 con le frontali, un esercito di gente cui non devi spiegare nulla di perché sei lì, perché hai fatto la fila ad iscriverti, perché ti sei allenato da 5 mesi, perché non giochi più a calcio, di perché non corri più su strada. Gente che non sai come si chiama ma che in qualche modo conosci, alcuni sono delle Ferrari, altri sono delle BMW, io invece penso di essere una 127: tanto, anche con la 127 il venditore di auto di diceva sempre e comunque“Co sta qua te va dove che te vol” e si trombava come sulla Mercedes, forse anche di più mi dicono, chiaro, ai tempi giocavo a soldatini e guardavo supergulp.
Anche per questo la salita verso le tre cime che si affronta per prima invece di una gara sembra proprio una festa: uno dietro l’altro, carichi come siamo 1500 m. di salita non li sentiamo neanche, appena partiti dalla piazza da Auronzo, bardati come Gormiti . Prima dello start le solite cose del pregara con il Grillo parlante che appare in sogno dicendo “Ma siete proprio sicuri di partire: non è troppo ?!” Affanculo!: la corsa, come la maggior parte delle cose della vita, non vuole pensieri.

giovedì 7 luglio 2011

LUTx2 2011 (el bortol's version)

Sembra incredibile ma ormai quella che era la LUT 2011 se ne è già andata. E' andata via non senza aver lasciato traccia del suo passaggio che come un indelebile ricordo ha scalfito le nostre menti. Raccontare tutte le emozioni sarebbe impresa ardua e infinita. Certo è, che assaggiare il sapore che una posizione da podio può dare, non ha prezzo; che poi sia meritata oppure no questo non lo so: in terza posizione eravamo e con testardaggine ho tentato di manternerla...invano.



pettorali da0a2000





La crisi mi ha colpito alla salita del rifugio chiggiato.
I 24min di vantaggio procuratemi dal PaZzO nella frazione di staffetta precedente svanirono con il semplice e umile di gesto di agevolare il mio sorpasso. Gara dura, durissima, impervida, tecnicissima, senza sosta, ma a tratti persino amica, come la discesa da forcella piccola verso capanna degli alpini e gli ultimi km finali, mangiati in un boccone. Ma ciò che colpisce l'immaginazione più di ogni altra cosa, è il ricordarsi cullati in quei sentieri dove la fatica sembra essere messa in secondo piano dall'ammirazione totale nei confronti dell'infinito: superare la foresta di Somadida per trovarsi al di sotto della torre dei Sabbioni, per poi accorgersi, come d'incanto, di essere al cospetto del re delle Dolomiti...il monte Antelao.
E come non ricordare tutti i volti amici che hanno partecipato a questa edizione: il Maestro, il cicco, l'azzeccacarbugli, il fisiotrappista, il geppo, e tutti gli altri che mi perdoneranno per non averli menzionati.






il geppo ed il PaZzO








Beh...la LUT 2011 non è stata solo fatica e sudore ma è stata (e lo sarà) soprattutto un viaggio nel cuore e nella coscienza di ognuno. E con lo spirito del cavaliere errante rinnoviamo il nostro appuntamento a quella che sarà la prossima edizione!!!


mercoledì 29 giugno 2011



POWER!

VENERDI' NOTTE,
MENTRE VOI DORMIRETE NEI VOSTRI
COMODI LETTI,
NOI STAREMO MACINANDO KM E D+
A RITMI INDIAVOLATI!

LUT 2011
DAZEROADUEMILA
PER LASCIARE IL SEGNO!!

PAUAR!

martedì 21 giugno 2011

ALPAGO ECOMARATHON CON LA TESTA ALLA LUT



PAUAR!

Devo ringraziare el bortol che mi ha suggerito questo trail come preparazione finale per la Lavaredo Ultratrail. Arrivatami la sua mail di proposta gara c'ho pensato poco per decidermi a partecipare. Come poi spesso accade si sono aggregati molti adepti della "da0a2000". Con il PazZo ero già d'accordo per il ritrovo... Tramite lui ero a conoscenza anche dell'iscrizione di dinofruttino. La sorpresa vera è arrivata al ritiro pettorale dove ritrovo nell'ordine: il Cico, l'azZECCAgarbugli e il fisiotrappista!

Gara "tosta" non solo per il D+ (2400) ma soprattutto per i sentieri resi pesanti dalla pioggia caduta copiosa nella notte! Niente di trascendentale per un uomo da0a2000. In allenamento siamo soliti attendere le cattive condizioni meteo per rafforzare i nostri corpi...


Per la cronaca: partenza cauta per non bruciare la gamba. Nel primo lungo salitone che portava al rifugio Dolomieu sono risalito di molte posizioni con un'andatura regolare. Parte centrale del percorso con continui strappi. Ho corso con l'amico Campestrin con il quale ho condiviso un buon ritmo nella parte finale. Raggiunta la seconda posizione la gara era oramai al termine e la nostra buona progressione non ci ha permesso di agguantare il primo... Se fossero stati 50 Km forse...
Ci vediamo ad Auronzo con le pile!!

premio al più anziano
Ciao!

venerdì 13 maggio 2011

UN PO' TRAIL, UN PO' CLIMBING...


Già partire da Dardago ed arrivare a Casera Busa Bernart crea i suoi problemi... Poi scendete il più possibile e risalite senza tregua fino a Casera Valle Friz!! I vostri quadricipiti diventeranno d'acciaio!! Per non farvi mancare nulla tornare a Dardago a velocità sostenuta...

ATTENZIONE PERO', non fate come me che ho deviato per il sentiero CAI 990 per fare una salita più DURA dopo il sentiero della Memoria... c'è il rischio di perdersi e fare climbing!

Vi lascio la TRACCIA se volete provare! Ottimo allenamento per la LUT 2011. 40K, 3000D+.

Ciao

PS: Con il sole ottima l'abbronzatura che provoca il giro!!

martedì 3 maggio 2011

30K 2100D+





Vuoi rivivere le stesse emozioni? Si!??! Allora cosa aspetti? CLICCA QUI , scarica il percorso e BUON DIVERTIMENTO!

lunedì 25 aprile 2011

PALAMONT, 25.04.2011


Non preoccupatevi... E' solo una prova del percorso!!!

martedì 19 aprile 2011

ALLENAMENTO 17/04/2011 : MASSA-POCO O MASSA-CRANTE?

COSA?

DOVE?
Dargago West- 990 (curva Suocera) - Piancavallo - Ba(ld)racca del Sauc - Sentiero della Memoria - Tomè - 984/a - Bivio 990/984 - Rolling PAUAR Path - Tomè - Dardago West




CHI?
(da sx a dx) La Silfide, El Bortol ,il PaZz0, Mr.T



ALTRI EPICEDI DELL'EVENTO:

https://picasaweb.google.com/da0a2000/TA17042011#


cI pA A ua 000 rrrrrrrrrrrRRR!!!!!

mercoledì 13 aprile 2011

TRAVERSATA DEI COLLI EUGANEI (PaZz0 VERSION)

Camminate lunghe in montagna ,bi-giornalieri, bi-fine settimanali con bi-ripetute in salita PAUAR (nda fonema venesian del più conosciuto grafema inglese POWER) hanno caratterizzato la mia collezione di uscite inverno- primavera 2010/2011.


Sono partito il sabato con il Maestro, the Pink Trattor e I-nain direzione Rocca “Overlook” Pendice Hotel di Teolo (vedi fig.A). Questo albergo,infatti, nulla ha da invidiare a quello più famoso custodito gelosamente da Jack “Nicholson” Torrance. Dagli ascensori alla tappezzeria ,tutto lascia presagire al possibile incontro notturno o con delle gemelline ninfomani trucidate o con un bambino rompipalle a zonzo per i corridoi con il suo triciclo di feci (vedi sempre fig.A...).



L’albergo ci offre solo il posto letto in loculo, affrescato con tappezzeria ottocentesca, e colazione a buffet. L’istinto di sopravvivenza ci porta quindi alla ricerca della cena. Finiamo in un Osteria a menù fisso: antipasto, 2 primi, 5 tipi si secondo alla griglia, insalata, patate fritte , cipolla e fagioli, formaggio ,dolce, caffè e sgroppino. Il tutto per la modica cifra da 17 euro ma con apporto calorico troppo pantagruelico per una sera antecedente una gara stessa. Soddisfatti dal sellisternio, rientriamo in albergo e “A NANNA!”

Al solito la mia sveglia biologica suona alle 4:30. Faccio colazione in camera con la sbobba che ho avuto cura di portarmi da casa: farina avena, cacao magro, nocciole, mandorle, semi di sesamo e di girasole, uvetta, marmellata e dulcis in fundo ricotta. L'aspetto molto emetico è un misto tra coppa bianca e pupù di un neonato .
Svuotatomi interiormente dal peso dei peccati serali, cerco di tornare a dormire, ma non riesco. Fa niente.

Ore 6:30 colazione ufficiale. Nella hall, il barista Lloyd ci indirizza al tavolo. Stranamente nella sala ristorante troviamo un sacco di trailer (ndr non sono film in prossima uscita). Ci chiediamo che cosa ci facessero lì loro così come noi stessi.



Si parte per Villa di Teolo dove alle 8:00 cominceranno le danze. Poco prima della partenza saluto, Bad, Dino Fruttino, El Bortol, I-Nain, Mercurini alla riscossa e Pink Trattor (nda in ordine alfabetico per evitare diatribe) e vado a raccogliere gli ultimi consigli del Maestro: “Prendila con calma e alimentati bene “ (nda quest ultimo consiglio l ha voluto dare solo a me…)

Al soave suono delle campane, si parte. Le gambe stanno bene, girano e lo vedo sulle prime salite che mettono già al passo alcuni partecipanti. Ogni 40 min ci scappa un fruttino al mirtillo e/o albicocca e gli arti inferiori ringraziano del carburante. Ai ristori mi fermo a bere parecchia H20 evitando con cura sali e/ o minerali per non incorrere in un aumento del potassio nel sangue il cui effetto indesiderato già sperimentai all’edizione 2009 della Camignada (nda cagarme in prossimità dell' addoss )

Superata metà gara mi aspetto la crisi ma questa non arriva. “PA...gnam gnam....U...gnam gnam....AR!”, con un fruttino impastato nel palato bofonchio tra me e me

Tutto procede per il meglio. Cerco di non farmi prendere dalla foga di chi mi supera in salita e di chi in discesa. Vedendo tanta cattiveria nei miei confronti, mi chiedo:” Siamo appena al 25 km e c’è chi tira le discese in iperventilazione!??!”. “ Bravi”, penso tra me e me , “ Sono dei trailer rodati”. Talmente rodati che di lì a pochi kilometri comincio a raccoglierli con la leccarda.

La strada continua tra sali e scendi. Ormai sono solo; continuo ad andare avanti...avanti...avanti…

Arrivato al ristoro del 31 km chiedo chi fosse a condurre. “L’è un da Pordenon, el pesarà trenta kili bagnà. Non se pol pesar cussì poco”, dice il saggiamente il ristoratore. Capisco che è il Maestro (sempre la solita fig.A sotto e/o sopra). Mi compiaccio: il PAUAR ha impossessato anche lui.



Al 34 km sento le VULVE-zuelas dei miei compagni di squadra e un Can che grida: “PAUAR”. L'oggetto dell’urlo del soggetto (animale) mi mette carica, rispondo anch io con lo stesso fonema spaventando il concorrente davanti a me. Avevo dato ordine di farmi trovare dei fruttini al latte condensato di vulva, ma non sono stato ascoltato. Chiedo acqua frizzante e Koca, ma l'ordine mi viene evaso dopo un quarantina di munuti circa. Non capisco chi finora si è compiaciuto dei ristori abusivi del Gruppo…
Il Can e la Tigre mi chiedono come sto. “Per il momento, tutto ok!”, farfuglio e riparto.



Scorgo in lontananza the Pink Trattor che procede a passo lento ma costante. Appena mi affianco a lei questa mi reguardisce : "Ma dov'è finito tutto il PAUAR?". Infatti da lì a pochi metri, dietro un vigneto, Ganimede ( nda satellite di Giove) si appoggia amorevolmente sulle mie spalle. Il peso del satellite più grande del sistema solare comincia a modificare la mia percezione dello spazio-tempo e il kilometro che conduce al Santuario (nda dedicato a una delle tante Madonne) è un calvario. Sto per cominciare a pregare ma subito ritorno in me grazie al miraggio di una donna in topless (nda in realtà era un gatto che stava facendo i bisogni).



Al santuario l’immacolata e/o incoronata e/o beata(?) vergine getta lo sguardo compassionevole verso il suo umile figliuolo e la gamba riparte. E via giù per un pezzo di asfalto (nda maledetto cimento), bosco e di nuovo un tratto di cimento che porta all’imbocco della salita finale . Arrivato all’ultimo ristoro mi getto a capofitto sui 3km rimanenti , caratterizzati da un primo tratto di esaltante discesa tecnica a gradoni / misto radici ed un secondo di asfalto molto ripido che mi conduce verso l agognata fine. La gioia mi pervade quando sento il beeepppp finale creato dall’accoppiamento elettromagnetico del chip che indosso con la pedana sottostante ai miei piedi (nda TDS ormai sta monopolizzando tutto, dalle FIASP all’ingresso nei bagni pubblici).

Ringraziamenti:

- al Signor Caso che mi ha dato la capacità, che potrebbe sembrare banale ma non lo è, di deambulare e di correre con le mie gambe fino ad ora (ndr Del-doman-non-v’è-certezza-e- vivi-ogni-giorno-come-se-fosse-l'ultimo PRODUCTION) ;

- a tutti quelli che mi sono stati vicino e lontano (ndr sicuramente più fortunati questi ultimi);

- al PAUAR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Inoltre esprimo a nome di tutti gli atleti "0-2000" solidarietà totale a Ivan Zufferli (vedi fig.A sotto) tradito dalle scarpe troppo grandi inviategli dallo scarpificio che lo sponsorizza.
Vinci per noi in Senegal ma okkio ai francesi che hanno i cacciabombardieri in zona.



Ciaoo 0000 o

lunedì 11 aprile 2011

TRAVERSATA COLLI EUGANEI


C'è un atleta "da0a2000" che ha dato sfoggio di una condizione eccelsa alla TCE. Sto parlando del PazZo che ha sfiorato la TopTEN. Con un tempo di assoluto livello (4h18') si è macinato i 42 Km del percorso tra i colli superando il dislivello di 2000 metri e piazzandosi al 13° posto. Che dire: gli allenamenti massacranti dazeroaduemila PAGANO!!


Gara condizionata dal gran caldo e dal terreno asciutto e scivoloso che ha fatto cadere più di qualcuno (anche chi vi scrive...). Liquidi a non finire per evitare disidratazione e cali prestazionali.


Anche quest'anno mi sono mangiato la gara!! Negli ultimi 3 km, in preda a visioni cibarie, venivo superato e "distrutto" psicologicamente parlando.. Sarà per il prossimo anno!!

Altri risultati degli atleti "da0a2000": el Bortol (che scende sotto le 5 ore e stacca il fratello!!); il Geppo chiude la sua Traversata arrivando (mi è stato detto) fresco come una rosa; Bad che offre senza successo al tumulario degli eroi "0-2000" due cerotti che ha tenuto sui capezzoli per tutta la gara e Dino Fruttino che colto da crampi girovagava con accapatoio alla John Holmes nella zona arrivo.

el Bortol che reintegra


Non dimentichiamo il gentil sesso "dazeroaduemila". Nella variante corta (21K) I-nain e Claudia perlustrano la prima parte della TCE per percorrerla interamente nel 2012 (non sapete cosa vi aspetta!!).



Ora, chiusa la parentesi Traversata, ricordo agli adepti (Cico, aZECCAgarbugli, fisiotrappista, etc. etc.) che sono previsti allenamenti DISUMANI in preparazione della LUT. Preparate pile frontali, barrette, fruttini e quel che volete e predisponetevi fisicamente e mentalmente a correre con dislivelli MICIDIALI ad un ritmo che supera qualsiasi vostra immaginazione!!

t-shirt post gara del fisiotrappista

POWER!!



martedì 5 aprile 2011

DARDAGO ULTRA TRAIL: CICOPOTI ALLO SBANDO (1A PARTE)




Partenza dall’area Pic-Nic di Dardago (Mt. 270) ore 8.00, sono solo, anche l’ultima mia speranza l’AzzeKKagarbugli mi da buca, zaino in spalla con sufficienti vettovagliamenti mi avvio correndo verso Mezzomonte, prendendo la strada sterrata. Dopo un paio di chilometri sullo sterrato,alla curva prendo il sentiero, qui inizia il mio calvario, salendo pian piano nella boscaglia e seguendo la segnaletica arrivo fino ad incrociare il 984, ma corro un po’ più in basso, fino a sbucare tra i caseggiati di Mezzomonte, qui remore dell’ultima uscita, giro verso la salita ma anziché proseguire diritto svolto da lì a poco a sinistra quindi scendo fino al cimitero ed imbocco la discesa (M2) che mi farà arrivare, tra un viottolo e l’altro, all’inizio del 981-982. Decido all’incrocio di proseguire per il 981,e per l’ascesa mi faccio aiutare anche dai bastoncini, la giornata è ancora lunga, quindi meglio dosare le forze. La salita non è impegnativa, quindi dopo 40/45 minuti giungo a Casera Costa Cervera (Mt. 1131) proseguo fino a Casera Busa Bernart (Mt. 1250), quindi decido di fare la prima sosta, dopo 2 ore e 21 minuti. Rifocillatomi abbondantemente prendo a scendere il 982, è giunto in prossimità della fontanella riempio le borracce, visto che poi inconsapevole, fino all’arrivo non avrò più alcun rifornimento. Giunto alla strada scendo fino ad incrociare la strada sterrata che costeggia parallela Mezzomonte, qui arrivato alla croce imbocco un sentiero da poco scoperto dal pazzo, per un po’ esso è segnalato con dei bollini arancioni, ma non conoscendolo subito dopo perdo ogni riferimento, quindi proseguo fino a sbucare nella strada asfaltata. Ormai sono passate più di tre ore e mezza ed il caldo assillante si fa sentire, tutta l’ascesa la faccio camminando sull’asfalto sino a giungere Casera Val di Lama (Mt 1.108), qui finisco le mie risorse idriche, mi illudo di trovare dell’acqua, ma è tutto inutile, quindi decido di proseguire fino all’imbocco del 984, sebbene siano passate varie ore ed il caldo continui a cuocermi, e nonostante sia esausto dalla fatica, decido di salire ancora per raggiungere il mio obbiettivo, ossia l’incrocio tra il 984 e il 984A. Man mano che salgo la sete e la stanchezza si fanno sempre più lancinanti, quindi giunto ad uno spiazzo ancora innevato, mi ficco dentro senza remore ed ingerisco la maggior quantità di neve possibile, anche se l’aspetto lascia alquanto desiderare. Mangio ancora un Fruttino e proseguo fino a destinazione Mt. 1372, quindi prendo per il 984A, è buttandomi a capo fitto, giù per il ghiaione, con le ultime energie rimaste, raggiungo finalmente la strada ( madonna della neve) per poi imboccare il 990A, quindi arrivato al Ristorante, anziché scendere, decido che non ne ho abbastanza, quindi prendo per S. Tome ed imbocco la variante Cico, quindi passo le paretine di roccia (990) fino ad arrivare alle cascate, lì faccio l’ultima fermata, bevo ancor, mi rinfresco un po’ e poi proseguo fino a giungere di nuovo alla macchina. Sono passate circa 6 ore dalla mia partenza, ho percorso più di 28 Km, facendo oltre 2440 Mt D+, vorrei solo riposare, credo che l’AzzeKKagarbugli, alla fine abbia fatto la cosa più sensata della giornata, quella di rimanere a dormire.

martedì 8 marzo 2011

17 Marzo 2011 . . . POWER!!

lunedì 21 febbraio 2011

ALLONTANARSI DALLA REALTA'

Ho visto un uomo disperato. Smarrito ed in evidente stato confusionale ha suonato il campanello di casa chiedendo aiuto. Cos'era accaduto? Cosa poteva ridurre un essere umano equilibrato e con raziocinio in simili condizioni?
Intimorito mi avvicinai cercando di comprendere quello che l'uomo stava cercando di spiegarmi. Farneticava di sentieri verticali, di neve, di malghe, di Lumacuore, di discese, di ghiaioni, di persone smarrite, di gps scarichi, di satelliti militari, di glicogeno esaurito, di 990...
Calmatosi gli passai un po' d'acqua che usò per dissetarsi avidamente... Ripresosi dallo stato confusionale riuscì a farsi comprendere ed allora capii...

Era un uomo dazeroaduemila di rientro dall'allenamento del Sabato mattina! Aveva smarrito il suo gruppo tribale e la cosa lo aveva momentaneamente allontanato dalla realtà facendolo sprofondare nello sconforto totale...
Una volta rassicurato non ho fatto altro che attendere in sua compagnia l'arrivo degli altri adepti. Una volta riunitesi la felicità è riapparsa nel volto dell'uomo che solo pochi istanti prima era atterrito!

Io non conosco il tracciato effettuato perché non c'ero. So solo che la partenza è avvenuta alle 8.30 della mattina. L'uomo suonò il campanello verso le 12.00. Il resto mi è completamente ignoto. Ho ricevuto svariati sms lo stesso pomeriggio, sms con cifre surreali a cui non riuscivo a dare significato (magari utilizzate i post per farmi comprendere!).

Ricordatevi di aprire sempre la porta di casa a chi vi chiede aiuto, potrebbe essere uno di NOI!!




venerdì 28 gennaio 2011

NUOVA SEGNALETICA!


Ebbene sì, stiamo lavorando per VOI!
Atleti "dazeroaduemila" che percorrete migliaia di km per i sentieri, incuranti della fatica fisica e mentale. Atleti "dazeroaduemila" che ricercate le pendenze più estreme ed insormontabili. Atleti "dazeroaduemila" che cercate di tenere la velocità anche quando la pendenza del sentiero vi intossica le fibre muscolari. Atleti "dazeroaduemila" che un D+3000 vi fa ridere. Atleti "dazeroaduemila" che cominciate ad andare a 15 Km/h solamente dopo le 3 ore.
Ebbene sì, stiamo lavorando per VOI!
Da oggi, al termine dei vostri allenamenti massacranti, potreste dire di aver corso in un sentiero certificato!
Se state correndo in carenza di ossigeno; se le vostre gambe sono impregnate di acido lattico e non sapete più come smaltirlo; se le vostre spalle sono più rigide di quelle di un cyborg; se la vostra velocità è apparentemente irrisoria; se la vostra testa vi implora di fermarvi; CI SIETE!! Il vostro sguardo, all'improvviso, incrocerà una roccia con il nostro logo stampato sopra! Allora, come illuminati da qualcosa d'inspiegabile, capirete! State correndo in un sentiero certificato "dazeroaduemila" e solo il fatto di correrci vi renderà invincibili!
Ritroverete, come d'incanto, nuove energie e nuove motivazioni per continuare a proseguire nella vostra ascesa e conquistare la vetta!
Nuova segnaletica "dazeroaduemila", sentieri altamente allenanti! Scovateli in giro per i monti e percorreteli al massimo delle vostre possibilità perché daranno subito risultati incredibili!!


BUON RUNNING ESTREMO A TUTTI